Federico inizia ad andare in montagna da piccolino, con il padre e lo zio svizzero, prima per funghi e poi lentamente si appassiona all’escursionismo. In montagna fa “un po’ di tutto”, arrampicata, cascate; ha smesso con lo sci a seguito della “disintegrazione del ginocchio” che, ogni tanto, si ribella ancora.
L’ultima sua scoperta è la discesa con la mountainboard “...ci si fa un casino di male, ma ci si diverte un mondo”.
Le ascensioni che ricorda come più significative non sono quelle più “serie” bensì le mete non riuscite, i tre giorni con Marco bloccati in un bivacco sul Rosa per il maltempo o la notte trascorsa fuori a Indren, perché arrivati in ritardo. Nonostante tutto, l’andare in montagna è per lui fonte di benessere: “Mi fa stare bene di testa anche quando sono incasinato”.
Ma chi è davvero Federico, lo si scopre quando gli chiediamo quali siano gli altri interessi da lui coltivati: ”cibo, birra, sigarette, tirar tardi il più possibile, Venere, lanciarsi col paracadute, giocare con gli esplosivi…” Insomma un tipo che non si può di certo definire tranquillo ma soprattutto… con una “vagonata di sogni”!
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