Maurizio frequenta la montagna praticamente da sempre, inizia con escursioni, ferrate in Dolomiti e i primi 4000 lungo le vie normali in compagnia del padre. Scopre il mondo dell’arrampicata a 15 anni grazie a Vincenzo e da allora non ha mai “abbandonato” la roccia. Predilige le vie di arrampicata sportiva in ambiente alpino, le cascate di ghiaccio e le vie di misto, “credo che l’alpinismo sia come un diamante con più di 50 facce, ognuno sceglie liberamente le sue preferite”.
Negli ultimi anni a prevalso un po’ in lui la voglia di dedicarsi ad itinerari classici in alta quota, le vie più importanti salite dagli alpinisti tra gli anni ’30 e ’60. La sua formazione è prevalentemente autodidattica, si iscrive però al primo corso di cascate organizzato dalla scuola di Borgomanero, Dimensione Verticale, nel 1995 circa, dove comincia a collaborare in qualità di aiuto istruttore e nel 1998 il primo titolo di Istruttore di Alpinismo. Dal 2001 fa parte dell’organico della scuola del Cai di Novara e dal 2007 è Istruttore Nazionale di Alpinismo. Ci confida che gli piace molto l’attività di formazione per la possibilità di trasmettere ad altri le proprie esperienze e per l’entusiasmo coinvolgente che si crea in gruppo con gli allievi. Tra le salite più significative ci fa notare come spesso non siano necessariamente quelle più famose ma quelle con le quali la gioia è stata condivisa con i propri compagni, nel suo cuore rimangono le vie sul Grand Capucin e nel Monte Bianco in generale e quelle sul calcare perfetto del Wenden in Svizzera.
Per quanto riguarda i sogni nel cassetto “come al solito troppi”, in ambito alpinistico completare la trilogia delle Nord (Jorasses, Eiger e Cervino), in arrampicata una bella via sul Capitan in Yosemite e un viaggio sulle cascate canadesi sempre con la speranza di non smettere mai di divertirsi.
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